NOVECENTO CARSICO – Lettere dal Parnaso italiano del XX secolo ad Arnaldo Bocelli
150,00 €
ANTONIO IURILLI
Note ai carteggi di Ignazio Castiglia
Anno Edizione: 2026
Formato 15,5×23 – 3 Volumi (Pagine 336 – 372 – 400)
Confezione a filo refe in brossura
Copertina a 4 colori cartonato telato
ISBN 9791281673168
Prezzo: € 150,00
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Descrizione
«Naturalmente questa è una lettera personale, e non per la pubblicazione».
«Mi perdoni questa lettera troppo confidenziale e vanitosa. Questa lettera che deve restare, la prego, inter nos».
Questi passi, tratti da due lettere indirizzate a Arnaldo Bocelli rispettivamente da Giuseppe Ungaretti e da Cesare Zavattini, documentano la vitalità e il valore dei cinquecentosei documenti epistolari di settantuno scrittori, critici, editori italiani, indirizzati a Bocelli fra gli anni Venti e Settanta del XX secolo, che si pubblicano in questi volumi. Sono testimonianze autografe che illuminano i meandri di una fervida stagione culturale; carteggi ‘trasversali’ che incrociano a varie altezze cronologiche e in coincidenza con significativi momenti della storia artistica di ciascuno scrittore, un potente destinatario: il critico-recensore militante, e lo eleggono a interlocutore di vicende umanamente contaminate dalle passioni e dai dubbi dell’artista. Umbratile Moloch della critica letteraria novecentesca, padrone delle pagine letterarie di prestigiose riviste nazionali, onnipresente nell’insidioso agone dei premi letterari, artefice di importanti collane editoriali, antesignano della divulgazione letteraria attraverso l’etere, Arnaldo Bocelli emerge da quelle missive a lui inviate ora con trepido ossequio, ora con animosa vis polemica, ora con devota riconoscenza, come confidente, solido e discreto, dell’esercizio letterario, critico, editoriale di molti abitatori del Parnaso italiano del Novecento durante gli anni del Fascismo, della guerra, del dopoguerra, della ricostruzione, del boom economico, del Sessantotto. I carteggi e il vasto apparato esegetico che ne ricostruisce il retroterra storico, culturale e umano, si fanno allora reticolo carsico del vissuto letterario e civile nazionale del secolo scorso, nel quale scorrono, trascinati dal flusso privato della parola, le vibrazioni umorali, i magmatici sentimenti, l’orgoglio e le incertezze di tante esistenze creative.
ANTONIO IURILLI, nato a Ruvo di Puglia il 20 novembre 1950, si è laureato con lode in Lettere moderne nell’Università di Bari nel 1973, e specializzato con lode in Biblioteconomia e Archivistica presso l’Università di Napoli nel 1975. Vincitore di concorso nazionale per l’insegnamento delle materie letterarie e Latino nei licei nel 1977, è stato prima assegnista, poi ricercatore con insegnamento nell’Università di Bari ininterrottamente dal 1973 al 1998. Dal 1998 al 2005 è stato professore associato e dal 2006 professore ordinario nell’Università di Palermo, dove è stato titolare dell’insegnamento di Bibliografia e Biblioteconomia e titolare della cattedra di Letteratura Italiana fino al 2024. È stato componente dei collegi di dottorati di ricerca e docente in numerose scuole di specializzazione post-laurea. Il suo impegno accademico si è espresso anche nel coordinamento di progetti di ricerca nazionali e internazionali e in una fitta attività di relatore nei più importanti congressi mondiali.
Il valore della sua ricerca è testimoniato dall’appartenenza a prestigiose istituzioni internazionali e nazionali. È stato infatti membro dell’advisory board ed editore per la International Association for Neolatin Studies, nonché socio della International Society of the Classical Tradition, della Bibliographical Society di Londra e dell’Academia Latinitati Fovendae. Il suo magistero è stato riconosciuto anche dall’Accademia Letteraria di Arcadia, dall’Accademia Properziana del Subasio, dall’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento Meridionale e dal Centro Interuniversitario di Studi sul Rinascimento Aragonese.
Ha collaborato a numerose riviste scientifiche tra le quali: «Accademie e Biblioteche d’Italia»; «Critica Letteraria»; «Esperienze Letterarie»; «Giornale Storico della Letteratura Italiana»; «Humanistica Lovaniensia»; International Journal of the Classical Tradition»; «Italianistica»; «Otto/Novecento»; «Rivista di Letteratura Italiana», «Roma nel Rinascimento»; «Studi e Problemi di Critica Testuale»; «Studi Secenteschi». Studioso di cultura e di editoria umanistica e rinascimentale, ha rivolto i suoi interessi prevalentemente all’indagine storico-critica del Rinascimento nel Mezzogiorno d’Italia nelle sue specifiche forme dell’erudizione, della storiografia, della lingua scientifica, della cultura accademica, della cultura archeologica e nei suoi rapporti con la coeva respublica literaria. Filologo di solida formazione, Iurilli ha dedicato i suoi interessi prevalenti all’indagine storico-critica del Rinascimento nel Mezzogiorno d’Italia, esplorando con metodica precisione le forme dell’erudizione, della storiografia e della cultura accademica. Ha rivolto particolare attenzione alla costituzione filologica dei testi, operando magistralmente sulla ricostruzione della tradizione manoscritta e dell’opera volgare di Antonio De Ferrariis Galateo. Ha indagato con acume il Settecento e l’Ottocento scientifico e letterario, curando le edizioni di opere di Domenico Cotugno e Giacinto Gimma, di cui ha approfondito l’enciclopedismo, e di Pompeo Sarnelli, di cui ha curato la Bestiarum schola. In questo ambito, la sua ricerca si è estesa ai fermenti civili e politici, analizzando il giacobinismo poetico e i protagonisti della Rivoluzione Napoletana del 1799, con particolare attenzione a figure come Ignazio Ciaia. La sua produzione ha toccato inoltre la storiografia municipale, con studi sistematici sulle edizioni delle storie di città pugliesi tra il XVI e il XVIII secolo, e originali incursioni nell’onomastica letteraria e nella dialettologia.
Il suo prestigio internazionale è legato indissolubilmente alla storia della ricezione dei classici; è infatti autore degli Annali mondiali delle edizioni a stampa di Quinto Orazio Flacco (Droz, Ginevra, 2017), un’opera monumentale in due tomi insignita del prestigioso premio della Fondazione ‘Weiss Brown’ e della Newberry Library di Chicago come migliore opera al mondo sulle culture letterarie dell’Europa moderna. Analoghi studi di fortuna editoriale hanno riguardato le opere di Virgilio e Properzio.
Sebbene specialista di età classica e moderna, il suo sguardo sul XX secolo è stato altrettanto fecondo: ha valorizzato la prosa di Carlo Francavilla e la poesia di Biagia Marniti, e pubblicato nel 1996 il fondamentale strumento Novecento letterario italiano. Repertorio bibliografico. Con la pubblicazione del carteggio Novecento carsico. Lettere dal Parnaso italiano del XX secolo ad Arnaldo Bocelli, accompagnato da un ampio apparato esegetico, ha ricostruito il contesto storico, culturale e umano delle vicende e delle principali voci della letteratura italiana del Novecento.









