PICUS

Studi e ricerche sulle Marche nell’antichità

 

ISSN 0394-3968


 

PICUS XXXIII – 2013

Anno Edizione: 2013

 

Saggi e articoli
L. Brecciaroli Taborelli, La ceramica a vernice nera da Sentinum, centro di consumo dell’Umbria adriatica tra II e I secolo a.C., p. 9-81
Abstract: We examine the black-glaze pottery found during the excavations at Sentinum between 1954-1957; it can be dated between the second half of the 2nd and third quarter of the 1st century BC. We distinguish 3 groups of production: The 1st containing high quality pottery, produced in Etruscan workshops (circle of Campana B, mainly Arezzo and surroundings), the 2nd and 3rd with mediocre or poor quality pottery, produced in regional workshops. The peak of black-glaze pottery consumption is placed between the end of the 2nd century and first half of the 1st century BC, which corresponds to the development phase of the Umbrian vicus raised to municipium in 90 BC. The presence of the 1st Group of products (about 65%) documents the role of Sentinum in the distribution network of fine ceramics from inner northern Etruria to the area “meso-Adriatic”. One acquires new elements of production, distribution and consumption of tableware pottery in the transition from black glace to red glace. Sentinum, black-glaze pottery, pre-arretine sigillata, lamps, stamps.

M. Malavolta, Lucio Afranio, figlio di Aulo, p. 83-116
Abstract: Critical review of recent contributions on Lucius Afranius, consul through the year BC 60, with a reconsideration of prosopographical data and suggestions about the reading and the interpretation of literary sources and epigraphical evidence (e.g. the s.c. de agro Pergameno). L. Afranius, cos. BC 60, s.c. de agro Pergameno.

S. M. Marengo – L. Taborelli, Microanfora plumbea da S. Vittore di Cingoli, p. 117-127
Riassunto: Si dà edizione di una microanfora in piombo di forma piramidale da San Vittore di Cingoli (MC) realizzata per fusione in matrice; le iscrizioni a rilievo sulle quattro facce sono analoghe a quelle sui signacula oculariorum e fanno ritenere che contenesse collirio. Ascrivibile al periodo compreso tra gli ultimi decenni del II e la metà del I secolo a.C. Microanfora di piombo, iscrizioni, signacula oculariorum, collirio.

M. Mayer I Olivé, Documentos sobre beneficia imperiales e intervenciones privadas en algunas ciudades de las regiones V y VI durante el siglo II d.C.: Ricina, Tiferum Tiberinum y Tuficum: ¿ejemplos de un procedimiento?, p. 129-143
Abstract: Some examples of emperor’s benefits in two cities of the regiones V and VI during the 2nd century AC: Ricina (C.I.L. IX 5746 = I.L.S. 5675) and Tifernum Tiberinum (C.I.L. XI 5939 = I.L.S. 5678) might be probably related to the intervention of Pliny the Younger. Tuficum’s inscription (C.I.L. XI 5694 = I.L.S. 2666 a) informs us how this system of intercession was working.Epigraphy, Pliny the Younger, Roman History, Tuficum, Ricina, Tifernum Tiberinum.

G. Paci, Un bollo su Lamb. 2 da Ancora e un ceppo d’ancora iscritto da Fos, p. 145-162
Riassunto: L’epigrafe su un ceppo d’ancora con il nome di C. Ac(ilius) Asici(anus), proveniente da un relitto di Fos, permette di riconoscere lo stesso nome su un bollo incompleto di un’anfora Lamboglia 2 rinvenuta nel porto di Ancona. Ciò porta ad ampliare le attività del personaggio, che oltre ad essere un navicularius, risulta impegnato nella produzione anforica e probabilmente anche nel commercio del vino adriatico, di cui è ben documentata la diffusione nella zona del Rodano nel I sec. a.C. In lui si propone di vedere un personaggio d’origine campana, dove il gentilizio Asicius è ben documentato in età repubblicana con membri coinvolti in fruttuose attività commerciali, adottato da un Acilius per il quale si avanza l’ipotesi di una possibile origine picena. Ceppo d’ancora iscritto, Lamboglia 2, vino adriatico in ambito provenzale, navicularii implicati in attività di mercatores.

 

Note e relazioni
G. Baratta, Reperti scultorei da Tuficum (Borgo Tufico, Albacina) (I), p. 165-209
Abstract: In this paper are presented Tuficum’s sculptures that it has been possible to see or in any case to document until the end of the year 2012. Other pieces nowadays not visible will be studied in a near work. Sculpture, Tuficum, bronze, marble.

L. Brecciaroli Taborelli, Per un corpus dei bolli nominali su ceramica aretina a vernice nera, p. 211-223
Abstract: The presence in Sentinum of nominal stamps on 1st century BC “Aretina” black-glaze pottery, unknown elsewhere, provides the starting point for a census of these stamps. The bibliographic examination leads to the collection of about 30 stamps; at least 3 of them use letters of the Etruscan alphabet and appear within the first quarter of the 1st century BC. They predate the affirmation of the nominal stamps in the period 60/50-40/30 BC. Most of the stamps censused on black-glaze pottery also appear on vases glazed in red, produced simultaneously in the same workshops. Sentinum, nominal stamps, black-glaze pottery, pre-arretine sigillata.

G. Graziani, Fregi faunistici nelle pitture parietali dell’area del Tempio-Criptoportico di Urbs Salvia, p. 225-239
Abstract: In the panorama of Urbisaglia’s production third style walls show topics connected to faunistic subjects. They drow inspiration from an exotic and fantastic world and from the typical Italic fauna as well. These subjects taken from Italic fauna were already present in the models and composed schemes circulating and widely spred in the Roman painting. Present in Roman provinces their decorative aspects seem to prevail on the semantic value. Wall painting, fresco, Roman painting, faunistic friezes, Urbisaglia, Cryptoporticus

G. Paci, Decor ed adfectio nel ripristino di un edificio pubblico di Asculum Picenum, p. 241-250
Abstract: Restauro o riedificazione di edificio d’interesse cittadino ad Asculum Picenum, ad opera di un evergete il cui intervento è ispirato dall’amor civicus e che costituirà motivo di decor per la città stessa. Evergetismo, élites municipali, amor civicus, Asculum Picenum.

M. Pasquini, Il sito dell’età del bronzo di Chiaruccia di Fano (PU): il pozzetto US 48 del settore M0h, p. 251-282
Abstract: Here are presented some data concerning a cylindrical pit (US 48) from Chiaruccia (Fano – PU), a Bronze Age coastal settlement. The objects founded in this pit (fragments of appenninic pottery, perhaps intentionally broken, antlers and traces of fire) reminds some Middle Bronze Age cult sites of Puglia and Basilicata. On this basis, US 48 may be considered a likely “place of cult” inside the settlement. Bronze Age, settlement, ritual pit, appenninic pottery, antlers.

G. Poloni, Motivi vegetali negli intonaci parietali di Urbs Salvia, p. 283-295
Abstract: Il presente contributo si propone di ampliare e sviluppare lo studio e la conoscenza del repertorio pittorico relativo ai motivi vegetali e floreali degli intonaci parietali di Urbs Salvia. Si tratta di una pittura “compendiaria”, cioè di accompagnamento, costituita da elementi puramente ornamentali, tipici del III e del IV stile pompeiano, che andavano ad arricchire e decorare le specchiature ed i grandi pannelli monocromi di ambienti pubblici e privati. Urbs Salvia, affresco, III-IV stile pompeiano, motivi vegetali, motivi floreali.

 

Schede e notizie
S. Antolini, Una fistula iscritta da Suasa, p. 299-307
Abstract: Si presenta una fistula plumbea iscritta rinvenuta nel corso dello scavo della via urbana che costeggiava il foro di Suasa, pertinente a un sistema di adduzione idrica di II-III sec. d.C. Si tratta di una diramazione del condotto principale, che entrava nel vano AC della domus dei Coiedii, con una formula onomastica trinominale abbreviata, che potrebbe riferirsi tanto al plumbarius quanto al proprietario dell’edificio (il nuovo proprietario della domus o della taberna sottratta al complesso abitativo nella ristrutturazione del III secolo). Suasa, fistula acquaria, iscrizione, età imperiale.

C. Ravara Montebelli, Un bronzetto di Lare da Cupra Marittima, p. 309-313
Abstract: This paper analyzes a bronze statuette recently found near Cupra Marittima and recovered by the Archeoclub of Cupra Marittima in the Museum of Archeology of the Territory. The bronze figure is a representation of the deity Lares, rather than a votive figure in a gesture of offering. Based on comparisons, the chronology has been attested to the late Roman Republican period. Bronze, Lares, Cupra Maritima, late Roman Republic

V. Valchera, Tabula patronatus (C.I.L. XI 6335): ritrovamento, acquisizione e restauro. Foto e lettere inedite della Biblioteca Oliveriana, p. 315-324
Abstract: La storia del ritrovamento della tabula patronatus (C.I.L. XI 6335) si arricchisce di nuova documentazione d’archivio, foto comprese, della Biblioteca Oliveriana. Le parti del manufatto e gli elementi bronzei di corredo, taluni anche figurati, già sottoposti a recente restauro, sono oggetto di una nuova proposta di assemblaggio. Tabula patronatus, epigrafia, Museo Oliveriano.

 

Spoglio dei Periodici
“Orizzonti. Rassegna di Archeologia” (F. Branchesi), p. 327-330

Schede per località
Montecalvo in Foglia (PU) (W. Monacchi), p. 331-346
Montecavallo (MC) (N. Frapiccini), p. 347-349
Montecerignone (PU) (W. Monacchi), p. 351-371
Monteciccardo (PU) (F. Venturini), p. 373-379
Montecopiolo (PU) (A. L. Ermeti – D. Sacco), p. 381-388
Montecosaro (MC) (M. C. Profumo), p. 389-397
Montedinove (AP) (N. Lucentini), p. 399-406
Montefalcone Appennino (AP) (M. C. Profumo), p. 407

Segnalazioni
A cura di F. Cancrini – G. Paci – M. Pasqualini, p. 411-417

Cronache
Giuliano de Marinis (1948-2012) (G. Baldelli), p. 421-441

 

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